Galleria Narciso
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Maggiorino GRAMAGLIA e Nicolay DIULGHEROFF - Interpretazione futurista di Caterina Narciso
Maggiorino Gramaglia
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Nicolay Diulgheroff

Interpretazione futurista di Caterina Narciso

La galleria fondata nel 1960 da Caterina Narciso è ora diretta dal figlio Elio Pinottini.
Ha sempre avuto la stessa sede nello storico palazzo, opera dell’architetto Carlo Promis, davanti ai giardini della stazione Porta Nuova. Felice Casorati che aveva suggerito il nome della galleria dal cognome della titolare fu il padrino della prima mostra ‘ Aspetti dell’arte torinese ‘. Con una presentazione in catalogo di Luigi Carluccio la collettiva rendeva omaggio alla città dove si sarebbe operato e partendo dall’Ottocento con Fontanesi, Pellizza da Volpedo, Medardo Rosso arrivava ai giovanissimi di quegli anni come Michelangelo Pistoletto e Aldo Mondino.
Nei suoi splendidi saloni dorati sono passati in collettive o personali tutti i maggiori Maestri del ‘900 Italiano anticipando tempestivi recuperi critici di artisti come Alberto Savinio ed Enrico Prampolini nel 1963 o la Scuola Romana a cui ha dedicato diverse personali a Mario Mafai e Antonietta Raphael Mafai.
Ha riscoperto e valorizzato il Futurismo torinese con Fillia, Diulgheroff, Farfa e lo scultore Mino Rosso di cui ha l’atelier di bronzi dal 1927 al 1939.
Ha esposto anche grandi artisti stranieri come Jean Arp, Max Bill, Asger Jorn, Oskar Kokoschka, Graham Sutherland.
Una sezione particolare è riservata ad alcuni Maestri del nostro Ottocento Italiano fra i quali i Macchiaioli. Gestisce in esclusiva l’atelier del pittore Giovanni Guarlotti ( Galliate 1869 – 1954 Torino ).
Ha dedicato alcune mostre all’arte precolombiana e all’arte primitiva dell’Africa Nera e della Melanesia.
Hanno presentato le esposizioni della galleria numerosi critici fra cui Marziano Bernardi, Beatrice Buscaroli, Luigi Carluccio, Enrico Crispolti, Angelo Dragone, Albino Galvano, Marzio Pinottini, Vittorio Sgarbi.